L’articolo di oggi riguarda una delle personalità più carismatiche e controverse del panorama cinematografico hollywoodiano: Robin Williams. Un attore dalle capacità interpretative immense, in grado di divertire e far divertire quanti lo hanno ammirato sullo schermo. Un’allegria coinvolgente e contagiosa capace di sovvertire qualsiasi forma di cattiva umore nello spettatore, cambiandone improvvisamente la giornata in meglio.
Del resto chi di noi non si è sentito almeno una volta così, guardando uno dei suoi film? Chi può dire in tutta onestà di non aver trovato la gioia ed il divertimento per quell’ora e mezzo di visione di Robin in azione? Beh, temo nessuno…
Ciò che Williams ha simboleggiato attraverso la sua carriera cinematografica è ciò che in completa trasparenza egli stesso era al di fuori del set. Una persona di cui ogni collega o collaboratore, amico o affetto ha sempre avuto un’opinione più che positiva. Chiunque lo abbia descritto lo ha sempre identificato con l’essenza della vita stessa: quella scintilla di follia (per citarne le parole) che ciascuno ha a disposizione per rendere la propria esistenza degna di essere vissuta.
Una follia che però nel suo caso, nella sua di vita, ha avuto due facce: quella gioiosa ed irresistibile dello schermo, e quella ombrosa e triste del privato. La sua prematura quanto tragica scomparsa, ha reso manifesta la condizione del mal di vivere e dei tormenti interiori che trascinava con sè il Robin uomo, prima che attore. Una parabola controversa, la sua, che lo ha visto donare agli altri ciò di cui forse aveva più bisogno. Una simpatia che ha sempre mascherato un’inquietudine esistenziale, come se il riversare nei film tanta gioia ed allegria lo avesse svuotato e privato della stessa nella propria quotidianetà.
Risulta davvero difficile capire le motivazioni celate dietro questo doppio volto della vita di questo incredibile personaggio del cinema. E’ difficile capire come sia possibile un simile “sdoppiamento” di personalità tra pubblico e privato. O forse no…forse la spiegazione è più semplice di quanto si creda ed è insita nella natura dell’uomo. Finire nel baratro è davvero semplice, risulta molto più difficile uscirne, tirarsene fuori. Purtroppo tutto ciò è stato tremendamente vero anche per Robin, nonostante la sua allegria, nonostante un’apparenza tutt’altro che malinconica.
Movie Message Corner
C’è una cosa che più di tutte accomuna la nostra natura, e questa è la fragilità. Ognuno di noi per quanto forte possa apparire all’esterno, nasconde una fragilità d’animo, un tormento interiore che non si vuole mostrare agli altri. Del resto nessuno vuole prestare il fianco per paura di essere ferito, o peggio, sembrare debole e dunque facilmente esposto al giudizio altrui.
Tutto ciò magari è stato alla base della contraddittorietà della vita di Robin Williams, il quale proprio come uno qualsiasi di noi, non ha saputo trascinare nella sua sfera privata quanto riusciva a trasmettere sul set. Quasi come se per lui fosse più semplice trovare quel barlume di felicità e serenità vivendola negli occhi di quanti lo ammiravano divertiti, che cercandola nella propria intimità. Quasi come se fosse più naturale per lui trovarla nelle risa di chi lo vedeva talvolta nei panni di una governante burlona, altre nei panni di Peter Pan, o ancora in quelli di un professore o uno psicologo.
Quel che è certo è che tutti gli amanti del cinema non possono non sentirsi in debito con una figura del genere. Gli insegnamenti e le riflessioni che sono fuoriuscite nel corso degli anni dai suoi capolavori cinematografici sono tanti. Come non ricordare le sue sedute terapeutiche metafore di vita in Will Hunting, o ancora le lezioni scolastiche volte a cogliere l’essenza dell’esistenza nell’Attimo Fuggente; la leggerezza del crescere dei figli ponendoli al riparo dall’amarezza di un divorzio in Mrs. Doubtfire; la capacità di superare la perdita dell’amore di una vita traendone insegnamento e forza per trasmetterlo agli altri in Patch Adams; la maturità di non resistere al tempo perchè esso scorrendo ci ricorda quanto ogni attimo sia prezioso e per questo dev’essere vissuto con chi amiamo, in L’uomo bicentenario…
Ce ne sarebbero mille altri di suoi film da citare. Riprendendo le parole del film “Vi presento Joe Black”: “moltiplicalo all’infinito, portalo negli abissi dell’eternità e vedrai appena uno spiraglio di ciò di cui parlo”. Questa potrebbe essere un’espressione giusta per far capire quanto la presenza di Robin abbia reso il mondo del cinema, e dei suoi appassionati, un posto infinitamente migliore di quanto non sarebbe mai stato senza di lui.
“Ti viene data una piccola scintilla di follia, non devi perderla!”
Robin Williams