Timothée Chalamet: il nuovo che avanza!

Come in ogni settore in continua evoluzione anche lo star system cinematografico ha subito e continua a subire mutamenti. Specie per ciò che riguarda gli interpreti che ne sostanziano l’essenza. Tra le recentissime scoperte del grande schermo vi è senza ombra di dubbio Timothée Chalamet. Questo giovane attore statunitense di origini francesi è salito da qualche anno ormai alla ribalta grazie ad una grande versatilità recitativa abbinata a potenzialità enormi ancora da scoprire.

Dune di Denis Villeneuve è solo l’ultima delle magnifiche opere a cui ha preso parte quest’artista del grande schermo non più realtà emergente ma sempre più concreta. Si potrebbero sottolineare molti altri lavori quali Interstellar di Christopher Nolan, o ancora Chiamami col tuo nome (citando capolavori nostrani) del regista Luca Guadagnino (insieme al quale sta lavorando anche per un nuovo progetto Bones and all). Per passare poi attraverso Il Re di David Michod (giusto per non farsi mancare il tocco medievale/shakespeariano) ed infine Don’t Look Up (targato Netflix) dove Chalamet ha affiancato niente meno che Leonardo Di Caprio.

Insomma la varietà di generi e caratterizzazioni incarnate dal giovane Timothée sono tante. Che si tratti di fiancheggiare o prendersi la scena poco cambia per il talento made in France. Ciascuna circostanza è arricchita ed impreziosita dall’abilità di tale attore nel saper bilanciare alla perfezione dramma (vedi il ruolo del tossico in Beautiful Boy) e talvolta cinismo (il ribelle Enrico V in Il Re ne è l’esempio) altre sarcasmo (come rivelerà Wonka, prequel sul fantasioso cioccolatiere). Non è un caso la nomina in successione agli Oscar delle ultime edizioni, destinate a trasformarsi in trionfi e premiazioni nel prossimo futuro.

Riassumendo, i presupposti per far sì che questa stella nascente del cinema si confermi ad altissimi livelli consacrandosi agli occhi del pubblico ci sono tutti. Ma ciò che più cattura l’attenzione di Timothée è la sicurezza sia sul set che fuori da esso (un po’ alla Tom Holland tanto per restare sulla stessa lunghezza d’onda generazionale); emblema di una padronanza di capacità e contesto d’azione ed allo stesso tempo rivelatoria di un carisma fattuale più che di atteggiamento. Come tutti coloro che sono destinati a diventare grandi, infatti, anche Chalamet camuffa dietro quell’introversione ed umiltà off-set una personalità che muta e diventa debordante davanti la macchina da presa.

E come se tutto ciò non bastasse, a corredo di una completezza artistica a 360 gradi vi sono anche performance di presentatore e teatrante (il Met Gala di New York e l’Old Vic londinese lo attendono). Insomma il giovane Timothée sta lasciando il passo al grande Chalamet, simbolo autorevole di una parabola ascendente di giovani di belle speranze tramutatesi in indiscutibili certezze. Un traino essenziale della Hollywood attuale che gli garantirà un avvenire decisamente roseo.

“Accontentarsi del quotidiano, nel mio caso, significa già stare nel cassetto.”

Timothée Chalamet

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