Il lato oscuro del successo cinematografico

L’ambiente cinematografico rappresenta senza ombra di dubbio un contesto paradisiaco per chi lo vive. Fatto di tanti alti e pochissimi bassi, una sorta di abito su misura del successo, dove il blasone, la fama e tutto ciò che essa comporta, dispiegano una nuova realtà davanti agli occhi di un individuo comune che diventa star riconosciuta.

Tuttavia, quei pochi bassi prima citati rischiano da soli di pareggiare se non addirittura soverchiare gli alti. Questo è il caso di alcune celebrità che in un attimo sono state fagocitate dalla notorietà trovando numerose difficoltà nel riuscire a gestirla.

Un esempio emblematico in tal senso è incarnato da due figure icone di due generazioni differenti: stiamo parlando di Macaulay Culkin e Daniel Radcliffe. Due volti di personaggi divenuti cult dei rispettivi generi filmici: Kevin McCallister (Mammo ho perso l’aereo ed il relativo sequel Mi sono smarrito a New York) ed Harry Potter (con una saga luna ben nove capitoli). Il primo simbolo degli anni 90′, il secondo invece degli anni 2000. Insomma interpreti e ruoli che hanno coperto ben due decenni abbondanti cinematograficamente parlando.

Ebbene, entrambi questi meravigliosi attori ed enfant prodige hanno vissuto le medesime tappe professionali verso la fama. Tappe che di fatto sono state brevi ed hanno portato in dote fin da subito un enorme mole di successo sia a Culkin che a Radcliffe. Motivo per cui in ambo i casi si è palesata la difficoltà di gestione del nuovo status raggiunto ed ottenuto tramite la performance sul grande schermo. Condizione, questa, che inevitabilmente ha tramortito i due giovanissimi interpreti conducendoli verso una strada ed un modus operandi discutibile.

L’uso di sostanze stupefacenti o alcol è sembrata quindi la modalità più consona per reggere le pressioni dell’esser divenuti celebrità all’improvviso. Ma è fatto noto: la strada più semplice non è sempre quella più giusta. E anche in questa circostanza è stato così. Se però nel caso del giovane Macaulay il percorso di dipendenza è stato più tortuoso abbracciando gran parte della sua adolescenza; per Daniel, invece, possiamo parlare di una parentesi di dipendenza, vissuta per lo più nel periodo di sviluppo delle pellicole legate alla figura del mago prodigio di Hogwarts.

Insomma, duraturo o meno che sia, si può parlare di un autentico lato oscuro del successo cinematografico per entrambi questi attori. Un’ombra che si è diffusa in un attimo, rendendo fioca quella luce che solo la popolarità è in grado di far germogliare.

Due esempi, quelli di Culkin e Radcliffe che potrebbero essere accompagnati da tantissimi altri, ma che bastano e sono sufficienti da soli a far intendere quanto la gloria del cinema sia spesso una mera apparenza dietro cui si celano ampie e fitte zone di penombra.

“Vita e cinema: stesso palcoscenico, diversa pellicola.”

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