Il cinema d’animazione: favole su schermo che insegnano tanto

Tra i vari filoni del cinema che si sono susseguiti nel tempo occupando ampie pagine di storia del grande schermo, vi è anche un angolo dedicato ai più piccoli. Uno spazio che però al contrario di ciò che normalmente si pensa, si può estendere come target di riferimento anche agli adulti e perché no ai cosiddetti Over. Insomma, stiamo parlando del cinema d’animazione, quello che ha trasportato fogli di carta inanimati nel mondo dell’immagine in movimento.

L’animazione è un settore che al pari degli altri generi maggiormente citati e blasonati ha subito un’evoluzione incredibile nel tempo. Se inizialmente vi erano esempi come il 2D “fotogramma per fotogramma” o le “silhouette” e i “fogli di celluloide”, successivamente sono sopraggiunti elementi che oggi riconosciamo con grande facilità. Si tratta di tecniche come la “stop motion” e la “clay animation”. Nel primo caso basta citare il regista Tim Burton con i suoi “Nightmare before Christmas” o “La sposa cadavere” per renderci conto di ciò che significa lavorare in stop motion.

Per ciò che riguarda invece la clay animation, altro non è che l’uso della plastilina per dar vita a personaggi che poi si muoveranno sullo schermo. “Galline in fuga” di Peter Lord può essere emblematico da questo punto di vista. Vi sarebbe poi il recentissimo 3D e la computer grafica (vedasi “Soul”, “Luca”, “Encanto”, “Il Re Leone” e così via) ad aprire ulteriori orizzonti visivi di quest’ambito, ma più che questa doverosa panoramica sugli stili d’animazione cinematografici, ciò che qui preme sottolineare è il contenuto. Non tanto la forma dunque è oggetto di interesse, ma il messaggio che questo specifico genere comunica.

E’ proprio quest’ultimo aspetto che pone l’animazione sullo stesso piano e livello d’importanza degli altri filoni filmici. La volontà precisa di farsi veicolo contenutistico di rilievo: non semplice mezzo d’intrattenimento ma autentica forma di infotainment e talvolta strumento d’insegnamento di valori e ideali da instillare nella mente delle future generazioni. Del resto sono proprio i più piccoli a doversi assumere la responsabilità di incarnare la società del domani. Quindi perché non instradarli tramite un mezzo che unisce utile e dilettevole come la “CineAnimation” targata Disney, Warner Bros etc.

Ecco, proprio in tale concetto risiede l’essenza e tutta l’importanza del suddetto genere filmico, dove protagonista non è la macchina da presa ma il proiettore. Il movimento da esso generato dà vita e sostanza a meraviglie favolistiche, immaginarie, che solo la fantasia può dischiudere. L’irreale però in questo caso cammina a braccetto con la realtà, non ne prende le distanze se non nella forma di comunicazione. Il succo cinico e pragmatico della quotidianità viene dunque assimilato dal pubblico Under (e non solo) in maniera più dolce ma non per questo meno funzionale.

Una folle immagine in movimento trasporta per tanto il sogno nell’agrodolce realtà della vita di tutti i giorni, ed il cinema d’animazione passando da “Mulan” a “Toy Story”, da “Peter Pan” a “Il Re Leone” se ne fa carico quale motore un tantino matto ma incredibilmente efficace.

Non smettete mai di sognare, solo chi sogna può volare
Peter Pan

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